maria_sotterrata_david_stark_portfolio

Maria Sotterrata

530 Views

“Mandi Gemona. Qui non c’è da piangere, c’è da ricostruire”.

MARIA SOTTERRATA
La terra trema, la volontà no.

SINOSSI

Maria Fantìn è una giovane ragazza di Gemona che sogna di diventare un’abile sarta e lavorare in un atelier di moda a Parigi. Il terremoto sconvolge la sua realtà: Maria rimane imprigionata sotto le macerie, non sa più dove si trova, non riesce ad uscire. Ecco che, nell’infinita attesa, scaturiscono i ricordi.
In uno spazio ed un tempo in continuo mutamento ripercorre la sua vita nel tentativo di ritrovare la propria identità per sfuggire alla cinica Nostra Signora Morte, anch’essa rimasta incastrata sotto il terremoto, suo malgrado.
Le parole di Maria rievocano la sua vita passata: l’infanzia, le amicizie perdute, il primo amore, la prima discoteca, il lavoro in manifattura, la Gemona sconosciuta di prima del terremoto, la sua famiglia.

Maria combatte fra passato e futuro sospesa in un limbo di attesa: oscillando tra vita e morte, le circostanze del crollo e lo scacco con Nostra Signora Morte, la costringeranno a compiere una scelta decisiva.

IL PROGETTO

Il progetto nasce da un lavoro di ricostruzione e indagine preliminare sul territorio friulano, condotto dalla regista e dal drammaturgo, realizzato con video interviste ad abitanti, artigiani e imprenditori gemonesi di diverse età. Ciascuno di loro ha raccontato la propria esperienza legata al terremoto e alla vita prima del 6 maggio 1976. Da qui la riscoperta dei luoghi tipici in cui si svolgevano le feste locali, i luoghi di culto, le fabbriche e le località naturali sia di Gemona che dei paesi limitrofi. A partire dal materiale raccolto abbiamo costruito la storia della protagonista, Maria Fantìn.

Lo spettacolo, che ha debuttato a Gemona del Friuli il 3 agosto 2016, è stato prodotto in occasione del 40° Anniversario del terremoto del Friuli.

NOTE
ALLA SCRITTURA E ALLA REGIA

Con questo progetto non intendiamo celebrare esclusivamente l’anniversario del terremoto, bensì partire da un fatto che ha costituito uno stravolgimento nella struttura sociale ed economica del Friuli per fare un discorso più ampio sul significato di dover affrontare un cambiamento radicale nella propria esistenza. Vorremmo dare vita ad un personaggio che si trovi in una situazione di limite e di pericolo, una situazione causata da circostanze al di sopra della sua volontà. Siamo di fronte ad una calamità naturale, ad un terremoto: il ribaltamento di una vita, di una famiglia, di una comunità.

Il titolo dello spettacolo è “Maria sotterrata”, la nostra protagonista è una ragazza 25 anni: Maria si trova nel nulla, non ha più una direzione.
Sola in scena, con i suoi ricordi e le sue visioni, sotterrata sotto le macerie. Che cosa sono davvero queste macerie? Sono realmente i sassi e le travi della casa entro cui ha sempre vissuto, ma vogliono essere anche, metaforicamente, le costrizioni morali e le paure che le impediscono di accorgersi di quale sia veramente il suo bisogno. Maria temporeggia, rimanda le sue scelte, non si assume una responsabilità. Ma ad un certo punto si trova a dover affrontare un drastico cambiamento.

Chi è Maria prima del terremoto? Nessuno, forse.
Maria vive con in fratelli, ma non ha un mestiere avviato. Maria è benvoluta, eppure si sente poco importante. Maria ha un grosso sogno, eppure è inchiodata nella sua piccola provincia.
Ha un lavoro, uno stipendio, ma non ha idea di che specifica direzione prendere per raggiungere ciò che vuole, rimane in uno stato di attesa, ben lontana dalla propria felicità e realizzazione.
Chi di noi non si è mai sentito così almeno una volta?

La scossa devastante di un terremoto (che per noi è l’evento scatenante della storia) le strappa la casa e la famiglia, all’improvviso. Tutto si ribalta, tutto è da rivalutare. Maria improvvisamente si distingue dalla massa informe delle macerie, col coraggio sconfigge la sepoltura e resiste mordendo a denti stretti la sua vita per non lasciarsela strappare via. Dentro Maria si accende la miccia: vivere non è sopravvivere.

È un fondamentale cambiamento: una presa di coscienza.
Deve fare qualcosa per uscire da lì.
Maria scopre l’attaccamento alla vita di cui non era consapevole. L’istinto di sopravvivenza la porta ad operare una scelta non facile, abbandona là sotto una parte di sé stessa: la sua infanzia, i suoi timori, i legami, lascia ciò che conosce per quello che non conosce.
Ci vuole coraggio per scampare alla morte. Non c’è tempo per la passiva accettazione del dolore.

Valentina Malcotti e Davide Lo Schiavo

RASSEGNA STAMPA:
Drammaturgia

Davide Lo Schiavo (David Stark)

Regia

Valentina Malcotti

con

Valeria Sara Constantin

Costumi

Antonella De Iorio

Scene

Antonella De Iorio, Verdiana Moretti, Debora Riva

Produzione

Chronos3

Anno

2016

Premi

Spettacolo secondo classificato al Premio Sonia Bonacina 2017

Con il contributo di

Comune di Gemona del Friuli

In collaborazione con

LAB Laboratorio Internazionale della Comunicazione

Foto

SEMERARO E FALCIOLA

Date

15 August 2018